Introduzione all'arte rupestre della Valcamonica - Archeocamuni

Le incisioni rupestri... segni del pensiero

La Valcamonica, ricca di bellezze naturali tipiche delle montagne, è oggi conosciuta soprattutto grazie al suo patrimonio di incisioni rupestri.

Incisione rupestre: raffigurazione di capanna ai Ronchi di Zir-Naquane (Capo di Ponte, Valcamonica)Nel corso del tempo, l'uomo ha disseminato il globo di segni grafici (figurazioni dipinte, incise o modellate su qualsiasi supporto abbia avuto disponibile, come per es. la pietra, il legno, la ceramica, il metallo), per attestare e consegnare al tempo ciò che ha visto, pensato, creduto e comunicarlo in questo modo alla divinità o ad altri uomini.

Le incisioni rupestri ne rappresentano la modalità preistorica conosciuta più diffusa.

Che cosa sono le incisioni rupestri

Incisione rupestre: uno dei numerosi cervi dalla Grande Roccia di Naquane (Capo di Ponte, Valcamonica)Le incisioni rupestri sono segni intenzionalmente incavati dall'uomo su superfici rocciose per lo più levigate dai ghiacciai.

Si trovano specialmente su rocce orizzontali o lievemente inclinate, anche se si conoscono rari esempi su parete verticale.

Come sono state realizzate le incisioni rupestri

Illustrazione: gli artisti preistorici al lavoroAccettando l'ipotesi che le incisioni fossero probabilmente anche integrate da coloritura, due furono le modalità tecniche impiegate: la percussione (a sinistra nella fig.), prodotta battendo direttamente o indirettamente sulla superficie con strumenti incisori di pietra (quarzite e selce) o di metallo; il graffito (a destra nella fig.), ottenuto graffiando le superfici con strumenti appuntiti di pietra o di metallo.

Dove si trovano le incisioni rupestri

Incisioni rupestri sono state e vengono tuttora scoperte negli ambienti più vari (foreste, deserti, vallate, ecc.) di tutti i continenti. Si può normalmente constatare la costanza del trinomio pietra-incisioni-uomo, nel senso che nei luoghi montagnosi frequentati dall'uomo sono state sempre prodotte incisioni rupestri. Se ne deduce che esse non sono espressioni dei soli Antichi Camuni, ma lo sono di tutti i gruppi umani, a prescindere dal tempo e dallo spazio in cui sono collocate.

Carta delle zone con arte rupestre dell'Italia settentrionale

La Valcamonica è uno dei giacimenti di arte rupestre più conosciuti nel mondo, non solo perché fu fra i primi ad essere divulgato su larga scala, ma perché intrinsecamente è il più ricco per quantità, il più vario per temi, il più ampio per cronologia.

Nelle Alpi, tuttavia, costellate ovunque di segni incisi, si affiancano alla Valcamonica altri siti altrettanto noti agli studiosi, come per es. il Monte Bego, il Vallese svizzero, la Valtellina e il Monte Baldo.

La Valcamonica

Incisione rupestre: figura umana orante (Capo di Ponte, Valcamonica)Gli Antichi Camuni furono in Europa fra i massimi produttori di incisioni rupestri, un fenomeno artistico eccezionale che oggi si rinviene su entrambe i versanti della Valle lungo quasi settanta dei novanta chilometri del suo tracciato.

Alcune località furono particolarmente frequentate per questo scopo e in esse si registrano elevatissime concentrazioni di segni.

La più grande in assoluto occupa la porzione centrale della Valle, in una fascia altitudinale che dai 300 metri slm. si estende sino a 1400 metri slm., con qualche punta sporadica intorno ai 2000. I territori comunali di Capo di Ponte, Nadro, Cimbergo e Paspardo ne ospitano la concentrazione più ampia in assoluto.

Capo di Ponte, sede del Parco Nazionale delle Incisioni Rupestri di Naquane, ne è il centro di riferimento.

Quante sono le incisioni rupestri della Valcamonica

Il censimento globale portato avanti dai diversi gruppi di ricerca fa ammontare ad oltre 300.000 le incisioni rupestri camune attualmente note. Il dato, grazie ai continui ritrovamenti, è destinato ad aumentare progressivamente.

Quando sono state realizzate le incisioni rupestri in Valcamonica

Incisione rupestre: figura di uccello (Naquane, Capo di Ponte, Valcamonica)Esauritasi la Glaciazione Würmiana, la Valcamonica accolse le prime presenze umane fra 14.000 e 10.000 anni fa. I segni considerati unanimemente dagli studiosi i più antichi accertati in Valcamonica sono attribuiti al periodo Epipaleolitico (VII millennio a.C. circa).

I più recenti, esclusi gli atti vandalici delle moderne generazioni, si datano alla fine del XIX secolo.

Nell'incredibile arco di 10.000 anni le incisioni furono prodotte a ritmi intermittenti e con intensità diverse. Non tanto la quantità dunque, quanto la persistenza millenaria della tradizione istoriativa è l'elemento più stupefacente delle incisioni camune, le quali si dispiegano all'interno di un ciclo istoriativo che non ha eguali nella preistoria europea.

Chi erano gli antichi autori delle incisioni rupestri

Incisione rupestre: guerriero  dell'età del Ferro con spada e scudo (Valcamonica)Benchè accomunati da una tradizione incisoria costante nei millenni, gruppi umani diversi la attuarono. I Camuni (Camunni), ai quali alcuni autori latini accennarono nel corso del primo periodo imperiale (I sec. a.C.- I sec. d.C.), furono gli incisori dell'età del Ferro.

Dei loro antenati dell'età del Bronzo, dell'età del Rame e, su su, fino al Neolitico e all'Epipaleolitico, non conosciamo né conosceremo i nomi e, in definitiva, non altro che pochi aspetti faticosamente dedotti dalla ricerca archeologica e dai loro segni misteriosi.

A che scopo furono prodotte le incisioni rupestri?

Le figure ci offrono indizi, ora chiari, ora evanescenti, sulle conoscenze via via acquisite dalle popolazioni del passato, sulle loro attività, abitazioni, attrezzi, credenze. Se ciò consente entro certi limiti una panoramica sulla loro vita attraverso il tempo, non ci spiega tuttavia cosa si nasconda dietro le apparenze dei carri, delle capanne, delle armi, dei labirinti, delle palette...

Qualsiasi segno è per sua natura un messaggio.

Qual è il suo contenuto: un racconto di eventi, una dichiarazione di concetti? A chi era rivolto: uomini o divinità? In quali circostanze veniva utilizzato: indifferentemente in qualsiasi momento, solo in momenti specifici di un anno, di una vita, in privato, in pubblico? Chi ne era l'autore: chiunque lo volesse oppure solo qualcuno con riconosciuta funzione?

La consegna dei messaggi alle pietre rivela intenti di eternità, così come temi e simbolismi dichiarano ambiti immateriali, ove vivono le idee, quelle attinenti alla sfera religiosa dell'uomo (come suggeriscono i riti attorno alle grandi pietre erette dell'età del rame) o a quella della sua laicità (come suggerisce l'esaltazione della virilità, dell'eroismo, del prestigio sociale, della forza armata).

Incisione rupestre: cavaliere 'acrobata' sulla roccia n. 50 di Naquane (Capo di Ponte, Valcamonica)

Gli studiosi concordano nel ritenere che le incisioni rupestri venissero prodotte nell'ambito di riti celebrativi, commemorativi, iniziatici o propiziatori, in occasioni particolari, singole o ricorrenti, sotto la regia di sacerdoti-sciamani-stregoni-capi. Nel corso del tempo le ritualità privilegiarono dapprima la sfera religiosa, poi quella più laica, quest'ultima legata soprattutto alla casta dominante dei prìncipi e dei guerrieri delle età del Bronzo e del Ferro.

Ci sfuggono completamente le modalità e i tempi e non osiamo fare affermazioni senza supporto provato. Lasciamo che l'immaginazione, fra i labirinti verdi di Naquane, evochi personaggi, danze, musiche, preghiere, invocazioni, cortei, ovazioni marziali.

Su tutto i colpi ritmati, insistenti e corposi, di pietre che incidono, incidono, incidono...